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quello che dici tu

è senz’altro vero. hai tutto il mio appoggio. te l’ho mai detto che trovo molto interessanti le cose che dici? ti ho mai detto che invidio il tuo rigore apparente, la tua struttura apparente, la tua disciplina apparente, la tua calma apparente? effettivamente ho un po’ di confusione nella testa. ti ho mai detto che mia madre mi straccia sempre i maroni sul concetto di presentabilità? anzi, lei dice che se mi mettessi gli orecchini di perle, forse starei pure meglio. quante lettere non ti ho scritto ad oggi? circa trentatre. non riesco a scrivere, ma non riesco a farlo perchè sostanzialmente non ho niente di serio da dirti. tra parentesi non ti conosco nemmeno. ti ho mai detto che ho paura dell’occhio vagante della rete? ti ho mai detto che mi piacerebbe essere vista, ma che quando quest’occhio infingardo e strabico, fa il suo giro randomizzato e intercetta la mia immagine, mi piscio sotto dal terrore? sto facendo il mio percorso psicoterapeutico: esco con gli amici e faccio la mia seduta di analisi, vado a cena dai miei e faccio il mio orrido punto con la mia orrida anima, vado dal medico e sondo l’abisso fatto di vuoto e pensieri rinsecchiti che mi attraversa per il lungo, vado al lavoro e incontro la me centuplicata che mi colora i capelli ogni mese di un colore diverso, vado dal lattaio ed estirpo l’erba selvatica dal fondo del barile. ti ho mai detto che ho sempre le mani nella mia pasta e che la mia pasta è di carta velina, la tiri via con un soffio, la porti via con una carta unta? sono esausta, mi sfiniscono i  pensieri, le passioni che non ho, i figli che non ho, la vita che non riesco a vivere, il frangente che non riesco ad intercettare, la pazienza che non ho, la calma che non ho, il corpo magro che non ho più, la casa che non ho, la solidità che non ho, la sostanza che non ho, le maschere che non ho. ti ho mai detto che non so fingere, che non riesco a trattenere il vomito, che molto spesso ho bisogno di farmi infilare un sondino dentro allo stomaco per scoprire i i rami secchi che non ho, ma che sento costantemente? ti ho mai detto che dalla mia bocca escono cose infami che non trattengo, che a volte non penso, che ho trentatre strati, che sono una cipolla? però, quante cose non ti ho ancora detto. adesso scusami, mi fischiano le orecchie.

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